Quando si parla di salute mentale, in Italia si tende a pensare ai casi estremi: l’emergenza, il ricovero d’urgenza, il paziente in crisi. Molto meno si parla di ciò che succede prima: i centri di salute mentale sul territorio, le visite ambulatoriali, la riabilitazione. Eppure è proprio lì che passa la stragrande maggioranza dei percorsi di cura psichiatrica.
Alberobello, nell’ultimo week end, ha ospitato “Update in Mental Health”, un convegno regionale di psichiatria organizzato dal professor Antonello Bellomo, dirigente del Reparto di Psichiatria del “Riuniti di Foggia”. Due giorni di lavori, sette sessioni tematiche, ed un parterre di eccellenza: accademici, ricercatori e, soprattutto, i direttori dei principali Dipartimenti di Salute Mentale della regione.
Vale a dire le strutture delle ASL che gestiscono i servizi psichiatrici sul territorio, i centri di salute mentale, i reparti ospedalieri, la riabilitazione. Chi li dirige conosce dall’interno i problemi che i media e i libri di testo non raccontano: le liste d’attesa, la mancanza di personale, le famiglie lasciate sole nella gestione quotidiana dei pazienti.
Presenti, tra gli altri, il dottor Guido Di Sciascio, direttore del DSM dell’ASL Bari e presidente nazionale della Società Italiana di Psichiatria — la carica di vertice della disciplina a livello nazionale— e il dottor Serafino De Giorgi, direttore del DSM dell’ASL Lecce, nonchè presidente della Società Italiana di Psichiatria Sociale.
Presenti anche il dottor Filippo Iovine, direttore del DSM dell’ASL BT (la provincia di Barletta-Andria-Trani), e il dottor Savino Di Malta, che dall’inizio di quest’anno guida il DSM dell’ASL Foggia.
Sullo sfondo del convegno il recente Piano d’Azione Nazionale per la Salute Mentale 2025-2030, il documento con cui il governo ha fissato le priorità del settore per i prossimi anni: più attenzione alla prevenzione, percorsi di cura più vicini alle persone, maggiore integrazione tra ospedali e servizi sul territorio. direzione. Obiettivi condivisibili.
Il problema, come sa chiunque lavori nei DSM pugliesi, sarà tradurli in pratica in contesti dove spesso mancano medici, infermieri, psicologi e personale di supporto in numero sufficiente. Ampia e qualificata, nella circostanza, la partecipazione di giovani ricercatori pugliesi e di altrettanto giovani specialisti della branca.
L’evento è stato dedicato al dott. Domenico Suma, per lunghi anni direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Brindisi ed autentico pioniere della disciplina in Puglia.







