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Canosa – Incendiò il portone dell’abitazione dell’On. Ventola: condannato a 5 anni e 4 mesi

La sentenza è arrivata al termine del rito abbreviato e riguarda un quadro accusatorio nel quale, oltre all’incendio appiccato davanti alla casa di Ventola, figurava anche una rapina ai danni di un esercizio commerciale

Si chiude con una condanna il procedimento scaturito dal grave attentato incendiario compiuto nella notte tra il 29 e il 30 novembre 2024 ai danni dell’abitazione dell’europarlamentare Francesco Ventola. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani ha inflitto a Oronzo Forte, 54 anni, cinque anni e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento di 1.800 euro di multa.

La sentenza è arrivata al termine del rito abbreviato e riguarda un quadro accusatorio nel quale, oltre all’incendio appiccato davanti alla casa di Ventola, figurava anche una rapina ai danni di un esercizio commerciale. I reati sono stati riuniti sotto il vincolo della continuazione, individuando nella rapina l’illecito più grave. Disposti anche il pagamento delle spese processuali e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

L’episodio aveva destato profondo allarme nella comunità canosina. Quella notte le fiamme furono appiccate al portone dell’abitazione di Ventola mentre l’eurodeputato, la moglie e i figli si trovavano all’interno della casa.

L’incendio provocò una consistente propagazione di fumo negli ambienti domestici, determinando momenti di autentico pericolo per gli occupanti. Uno dei figli dell’esponente politico accusò difficoltà respiratorie e fu accompagnato in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso.

L’episodio, fortunatamente, non provocò vittime, ma lasciò una profonda traccia emotiva nella famiglia e suscitò immediate reazioni di solidarietà da parte del mondo istituzionale e politico.

Le investigazioni condotte dalla Polizia si concentrarono anche sulle immagini degli impianti di videosorveglianza, che avrebbero consentito agli inquirenti di ricostruire i movimenti dell’autore dell’incendio.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo si sarebbe avvicinato all’ingresso dell’abitazione utilizzando materiale infiammabile, per poi appiccare il rogo. Gli accertamenti avrebbero inoltre consentito di mettere in relazione Forte con un ulteriore episodio incendiario verificatosi ai danni dell’abitazione di un dirigente comunale.

Nel febbraio 2025 era quindi scattato l’arresto del cinquantatreenne, segnando una svolta nelle indagini. L’attività investigativa aveva contestualmente fatto emergere il suo coinvolgimento nell’inchiesta relativa alla rapina.

A distanza di quasi due anni dall’attentato, la vicenda ha dunque raggiunto un importante snodo giudiziario. La pena stabilita dal Tribunale di Trani comprende cinque anni e quattro mesi di reclusione e una sanzione pecuniaria di 1.800 euro.

Dopo la pronuncia, Ventola ha espresso pubblicamente soddisfazione per l’esito del procedimento, rivolgendo un ringraziamento agli investigatori e alla magistratura per il lavoro svolto.

Resta, nelle dichiarazioni dell’europarlamentare, l’interrogativo circa l’eventuale presenza di ulteriori soggetti dietro l’azione incendiaria. Un interrogativo che, allo stato, non può tuttavia essere assimilato a una responsabilità giudiziariamente accertata.

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