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Trani – Colpo di scena a Palazzo di Città: Marco Galiano ritira le dimissioni e resta sindaco

Dopo aver annunciato pubblicamente che non sarebbe tornato sui propri passi, il primo cittadino cambia rotta proprio nell’ultimo giorno utile

A Trani la crisi amministrativa si ribalta quando sembrava ormai arrivata al capolinea. Marco Galiano ha ritirato formalmente le dimissioni dalla carica di sindaco, presentate il 25 settembre scorso, decidendo di proseguire il mandato alla guida della città.

Una svolta inattesa, maturata ieri, giovedì 15 ottobre 2026, proprio nel giorno in cui scadeva il termine previsto dalla legge per revocare la decisione e scongiurare lo scioglimento del Consiglio comunale.

Il dietrofront arriva dopo settimane di incertezza politica e soprattutto a sole 48 ore da un intervento pubblico nel quale il primo cittadino aveva ribadito la volontà di non ritirare le dimissioni, denunciando la perdita di fiducia, le pressioni ricevute e l’impossibilità di continuare ad amministrare nelle condizioni che si erano create. Una posizione che sembrava aver chiuso definitivamente ogni spazio per una ricomposizione della crisi.

E invece, proprio quando il destino dell’amministrazione appariva segnato, Galiano ha cambiato decisione. Il ritiro è stato ufficializzato dopo una nuova giornata di confronti a Palazzo di Città, riaprendo una partita politica che sembrava ormai conclusa.

Il sindaco ha annunciato una conferenza stampa per oggi, venerdì 16 ottobre 2026 alle 9.30, nella sala Giunta del Comune, per illustrare le ragioni della scelta e chiarire quali prospettive attendano ora la sua amministrazione. Il punto centrale sarà capire quali condizioni siano cambiate rispetto alle dichiarazioni dei giorni precedenti e su quali basi possa ripartire il rapporto con le forze della coalizione.

Per ricostruire l’intera vicenda bisogna tornare al 25 settembre 2026, quando Galiano, eletto sindaco nel giugno precedente alla guida di una coalizione di centrosinistra, presentò le dimissioni dopo appena tre mesi e mezzo di amministrazione.

La rottura si consumò durante una giornata particolarmente tesa, segnata dal confronto interno alla maggioranza sul dimensionamento della rete scolastica cittadina. Al centro della discussione c’era la proposta di accorpamento del plesso “Giustina Rocca” con il “De Amicis”, una questione che aveva sollevato preoccupazioni tra le famiglie e acceso il dibattito politico.

La vicenda aveva fatto emergere posizioni differenti anche all’interno della coalizione: da una parte il Partito Democratico, contrario all’operazione, dall’altra Alleanza Verdi e Sinistra, favorevole alla riorganizzazione. Galiano aveva tentato una mediazione, prospettando il rinvio di un anno dell’eventuale fusione, ma il confronto non aveva prodotto una soluzione condivisa.

La riunione di Giunta prevista per il 25 settembre si trasformò così nel punto di rottura. Le dimissioni, consegnate al segretario generale, non furono soltanto la conseguenza di un disaccordo su una scelta scolastica: secondo quanto emerso successivamente, rappresentavano il segnale di una crisi più ampia, legata ai rapporti con i partiti che sostenevano il sindaco e alle modalità di gestione dell’amministrazione.

Accanto alla questione scolastica, un altro fronte di tensione riguardava le nomine ai vertici delle società partecipate e gli equilibri politici all’interno della coalizione.

Secondo le ricostruzioni pubblicate nelle settimane successive, il confronto riguardava il peso dei partiti nelle decisioni amministrative e la possibilità per il sindaco di esercitare pienamente il proprio ruolo senza essere condizionato dalle richieste delle diverse componenti della maggioranza.

Galiano, che aveva impostato la propria esperienza amministrativa sulla necessità di superare le logiche delle spartizioni politiche, avrebbe progressivamente maturato la convinzione che mancassero le condizioni per governare con sufficiente autonomia. Il contrasto, dunque, non riguardava esclusivamente singoli incarichi, ma investiva il metodo con cui assumere le decisioni e il rapporto di fiducia tra il primo cittadino e i suoi alleati.

Nei giorni successivi alle dimissioni, la crisi è diventata sempre più difficile da ricomporre. Le forze politiche hanno cercato di trovare una soluzione, ma le divergenze sono rimaste profonde.

Il momento che sembrava aver chiuso definitivamente ogni possibilità di ripensamento è arrivato martedì 13 ottobre 2026.

Con un lungo messaggio pubblicato sui social, Galiano ha confermato la volontà di lasciare l’incarico, utilizzando parole particolarmente nette. Il sindaco ha spiegato di aver individuato un limite che non intendeva oltrepassare: la propria dignità personale e quella della città.

Nel suo intervento ha affermato di aver percepito una fiducia ormai insufficiente, di non aver più trovato i riferimenti politici necessari e di aver subito pressioni considerate intollerabili. Ha inoltre escluso che la responsabilità della crisi potesse essere attribuita semplicemente all’opposizione.

La svolta si è materializzata nelle ultime ore prima della scadenza.

Il 14 ottobre e nella giornata successiva si sono susseguiti confronti con i rappresentanti delle forze politiche del centrosinistra. Il vertice più importante è iniziato nel pomeriggio del 14 ottobre e si è protratto fino alla sera, con la partecipazione, tra gli altri, del segretario regionale del Pd Domenico De Santis e del presidente del Consiglio comunale Fabrizio Ferrante. Al confronto si sono poi aggiunti assessori uscenti, consiglieri e rappresentanti civici.

Sul tavolo sono finiti i nodi che avevano paralizzato la prima fase del mandato: il rapporto tra sindaco e partiti, la corresponsabilità nelle decisioni amministrative, le nomine e la necessità di garantire continuità al governo cittadino.

Il confronto avrebbe riaperto uno spiraglio, anche attraverso l’ipotesi di un nuovo assetto della Giunta e di una maggiore autonomia del sindaco nelle decisioni.

Il 15 ottobre, giorno del suo 55esimo compleanno, Galiano ha infine ritirato ufficialmente le dimissioni. La comunicazione è arrivata dopo una nuova riunione a Palazzo di Città e ha ribaltato lo scenario che fino a poche ore prima sembrava destinato a concludersi con la fine anticipata dell’esperienza amministrativa.

Il dato politico più significativo è proprio questo: il sindaco ha scelto di restare nonostante avesse escluso pubblicamente, appena due giorni prima, la possibilità di cambiare idea.

La questione, però, non è soltanto giuridica. La revoca evita la conclusione anticipata della consiliatura, ma non risolve automaticamente le divergenze politiche che hanno provocato la crisi.

La conferma di Galiano alla guida del Comune apre una nuova fase, ma lascia sul tavolo interrogativi importanti.

La conferenza stampa convocata per oggi, venerdì 16 ottobre 2026 alle 9.30, nella sala Giunta del Comune è stata annunciata proprio per chiarire le motivazioni del dietrofront e le prospettive dell’amministrazione.

Trani evita per il momento il commissariamento e la fine anticipata della consiliatura. Resta da capire se il colpo di scena del 15 ottobre segnerà l’inizio di una ripartenza concreta oppure soltanto una tregua in una crisi che, sul piano politico, non può dirsi ancora definitivamente superata.

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