HomeTraniIl verde a Trani “tra inaugurazioni e ferite aperte”

Il verde a Trani “tra inaugurazioni e ferite aperte”

Legambiente: "Non cessano capitozzature e tagli indiscriminati: non solo per quanto concerne il verde pubblico, ma sempre più spesso tali episodi si verificano anche nei giardini e spazi verdi privati"

Mentre nella città si festeggia l’apertura al pubblico del Parco di Giardino Telesio, un vero gioiello di natura urbana che merita di essere custodito e curato con dedizione da tutta la comunità e con l’opportuna attenzione alle preziose specie vegetali custodite e recuperate, nel contempo, purtroppo non si arrestano pratiche che infliggono ferite profonde al nostro patrimonio verde“.

A denunciarlo è Cristina Monterisi, referente dell’associazione Legambiente di Trani.

“Non cessano capitozzature e tagli indiscriminati: non solo per quanto concerne il verde pubblico, ma sempre più spesso tali episodi si verificano anche nei giardini e spazi verdi privati.

L’ultimo caso, eclatante, è la devastante capitozzatura – pratica vietata e dannosa – di una maestosa quercia nei giardini dell’ex villa de Corato. Un intervento che, anziché prendersi cura dell’albero e garantire un suo prioritario benessere invece lo condanna a un futuro di sofferenza e instabilità.

Accogliamo con entusiasmo l’approvazione, all’unanimità lo scorso 25 luglio, del Regolamento del verde pubblico e privato, uno strumento atteso da anni che dovrebbe garantire criteri chiari di gestione e tutela.

Ora però è doveroso chiedere come, concretamente, cambierà la protezione del nostro verde. Le norme, da sole, non bastano: occorrono controlli, informazione e un impegno condiviso da parte di istituzioni e cittadini ed una immediata moratoria quanto agli interventi nelle aree verdi private.

Il regolamento recepisce anche le disposizioni della Legge Regionale 38/2016 sulla prevenzione e il contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia, ponendo particolare attenzione allo sfalcio dell’erba e alla gestione dei residui vegetali.

Tuttavia, mentre si teorizzano interventi di prevenzione, proprio due giorni fa l’area pubblica di Boccadoro è stata colpita da un vasto incendio che ha bruciato gran parte degli alberi piantati negli ultimi quattro anni da associazioni, famiglie, scuole e volontari.

Le fiamme – alte oltre 10 metri – sono state domate solo grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco. Sorprende e amareggia che, nonostante la gravità dell’evento, tutti i numerosi bagnanti presenti, con auto parcheggiate in un’area in cui l’accesso ai mezzi motorizzati è vietato, abbiano dichiarato di non aver visto né sentito nulla, nonostante l’incendio divampasse a pochi metri da loro.

Questi episodi ci ricordano che il verde urbano non è un bene “di qualcuno”: è un patrimonio collettivo, di cui tutti siamo responsabili. Gli alberi, oltre a essere elementi di bellezza, svolgono funzioni vitali per la qualità della vita: migliorano l’aria, attenuano il caldo, proteggono il suolo, ospitano biodiversità e creano spazi di benessere e socialità.

Preservarli significa garantire un futuro più sano e vivibile alla città. Questo richiede una gestione competente e rispettosa, la fine di pratiche dannose come le capitozzature, una manutenzione programmata e l’adozione di comportamenti responsabili da parte di chiunque – amministratori, tecnici, proprietari di aree private e semplici cittadini.

Il verde di Trani non può essere lasciato alla mercé dell’incuria, degli scempi o dell’indifferenza. Proteggerlo è un dovere civico e morale: perché gli alberi, silenziosi custodi della città, parlano di noi e del futuro che vogliamo costruire.

Il regolamento del verde pubblico e privato sarà in grado di cambiare tutto questo solo se istituzioni e cittadini, percependone il profondo contenuto al di là del mero dettato regolamentare, si impegneranno a darne fattiva e consapevole attuazione” – conclude Cristina Monterisi per Legambiente Trani.

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