Nella serata di ieri, martedì 31 marzo 2026, mentre la pioggia batteva sulle strade della zona 167, si è consumato l’ennesimo episodio di degrado che non può e non deve passare sotto silenzio.
Un gruppo di ragazzi ha trasformato un’area pubblica in un teatro di inciviltà, lanciandosi addosso sacchetti della raccolta differenziata – plastica e metalli – come fossero oggetti da gioco.
Il risultato è stato uno scempio: rifiuti sparsi ovunque, marciapiedi imbrattati e l’area adiacente alla zona giochi del cosiddetto “palazzo ponte” ridotta a una discarica a cielo aperto. Un gesto irresponsabile che colpisce non solo il decoro urbano, ma anche il rispetto verso l’intera comunità che quel quartiere lo vive ogni giorno.
“A fronte di questo comportamento vergognoso, riteniamo doveroso sottolineare e valorizzare il gesto di un cittadino residente che, assistendo alla scena, non è rimasto indifferente. Ha immediatamente contattato la Polizia Locale, che è intervenuta nel giro di circa quindici minuti” – fanno sapere dal Comitato di zona 167.
“Purtroppo, all’arrivo degli agenti, i responsabili si erano già dileguati, ma resta il valore di un comportamento che rappresenta un esempio concreto di cittadinanza attiva.
È proprio da qui che vogliamo ripartire. Troppo spesso siamo pronti ad attribuire ogni criticità del quartiere all’Amministrazione comunale. E non mancano, certo, le responsabilità istituzionali. Ma episodi come questo non possono essere scaricati su altri: qui la responsabilità è chiara, ed è tutta nel deficit di senso civico che, purtroppo, si manifesta sempre più frequentemente, soprattutto tra i più giovani.
Non si tratta di mancanza di servizi, ma di mancanza di rispetto. Rispetto per gli spazi comuni, per chi vive il quartiere, per chi ogni giorno si impegna a mantenerlo dignitoso.
Come Comitato di quartiere 167 condanniamo con fermezza quanto accaduto e lanciamo un appello: serve una rete di cittadini responsabili, attenti e pronti a intervenire – segnalando, denunciando, non voltandosi dall’altra parte.
Solo così si possono contrastare questi comportamenti e contribuire a far sì che episodi del genere vengano individuati e, auspicabilmente, sanzionati. Il quartiere è di tutti. Difenderlo è un dovere condiviso” – conclude il Comitato di quartiere.












