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mercoledì, 22 Luglio 2026
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Assalto con l’esplosivo a Trinitapoli: distrutti due bancomat nella notte. Presa di mira la filiale Intesa San Paolo

Ignoti hanno preso di mira l’area self-service dell’istituto di credito, provocando in rapida successione due deflagrazioni che hanno investito gli sportelli automatici presenti

Una nuova e inquietante offensiva ai danni degli istituti di erogazione automatica del denaro ha interessato, la notte tra lunedì 1° e martedì 2 giugno 2026, la città di Trinitapoli, riportando all’attenzione delle autorità il fenomeno delle incursioni criminali contro gli sportelli bancomat.

L’episodio si è verificato in viale Vittorio Veneto dove la filiale della banca Intesa San Paolo è stata gravemente danneggiata in seguito a un violento assalto condotto mediante l’impiego di materiale esplodente.

Secondo le prime ricostruzioni, l’azione sarebbe stata perpetrata intorno alle ore 3.50 del mattino. Ignoti hanno preso di mira l’area self-service dell’istituto di credito, provocando in rapida successione due deflagrazioni che hanno investito gli sportelli automatici presenti.

L’intensità dell’esplosione ha causato ingenti compromissioni strutturali agli ambienti destinati ai servizi bancari automatizzati, lasciando evidenti segni di devastazione e rendendo necessario l’intervento immediato delle forze dell’ordine e degli operatori della sicurezza privata.

Dopo aver portato a termine l’azione, gli autori del raid si sarebbero allontanati rapidamente dalla zona, facendo perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle pattuglie. Rimane al momento avvolto dall’incertezza uno degli aspetti centrali dell’accaduto: gli investigatori stanno infatti accertando se l’incursione abbia consentito ai responsabili di impossessarsi delle somme custodite all’interno degli apparati automatici oppure se il colpo si sia concluso senza un effettivo bottino.

Sul luogo dell’accaduto sono intervenuti gli addetti alla vigilanza privata e i militari dell’Arma dei Carabinieri, che hanno provveduto ai rilievi tecnici e all’acquisizione degli elementi utili all’attività investigativa.

Particolare attenzione viene rivolta all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell’area e alla raccolta di eventuali testimonianze che possano contribuire all’identificazione dei responsabili.

L’episodio assume una rilevanza ancora maggiore alla luce di un altro attacco registrato poche ore prima in un comune non distante. Circa sessanta minuti prima dell’assalto di Trinitapoli, infatti, un analogo episodio aveva interessato l’ufficio postale di Terlizzi, dove uno sportello automatico era stato fatto esplodere con modalità che appaiono, almeno in una fase preliminare delle indagini, riconducibili a uno schema operativo affine.

Nel caso verificatosi a Terlizzi, gli autori dell’azione avrebbero inoltre adottato una tecnica frequentemente associata alle bande specializzate in questo genere di reati, disseminando lungo alcune arterie stradali chiodi a tre punte con il presumibile intento di rallentare o ostacolare eventuali inseguimenti da parte delle forze dell’ordine. Una strategia che denota un livello organizzativo non trascurabile e una pianificazione preventiva dell’azione criminale.

Gli inquirenti stanno ora valutando con estrema attenzione la possibile esistenza di un nesso investigativo tra i due episodi. Le tempistiche ravvicinate, la prossimità geografica e le analogie nelle modalità esecutive costituiscono elementi che alimentano l’ipotesi di una matrice comune.

Non viene esclusa, infatti, la possibilità che dietro entrambe le incursioni vi sia una medesima organizzazione criminale specializzata negli attacchi agli sportelli automatici, fenomeno che negli ultimi anni ha interessato diverse aree del Mezzogiorno con modalità operative sempre più sofisticate.

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