Torna al centro del dibattito cittadino la vicenda dell’ampliamento della discarica Daisy Srl, situata in località San Procopio, nei pressi del borgo di Montaltino a Barletta. Il Circolo Legambiente Barletta e il Comitato No Discarica tornano a far sentire la propria voce, chiedendo alla Provincia di Barletta-Andria-Trani un intervento urgente sul procedimento autorizzativo che ha dato il via libera all’ampliamento dell’impianto destinato allo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi.
Con una nota ufficiale datata 26 ottobre 2026, sottoscritta da Raffaele Corvasce per Legambiente Barletta e Alessandro Zagaria per il Comitato No Discarica, le due realtà ambientaliste hanno chiesto al presidente della Provincia BAT, Bernardo Lodispoto, e al dirigente dell’Area Ambiente, Nicola Cortone, di fornire un riscontro formale alla diffida trasmessa il 6 ottobre scorso dal Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia.
La comunicazione è stata indirizzata, per conoscenza, anche alla soprintendente Anita Guarnieri, al sindaco di Barletta Cosimo Damiano Cannito e al dirigente comunale del Settore Ambiente Francesco Lomoro.
Un ampliamento da oltre 560mila tonnellate di rifiuti
La vicenda riguarda il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) relativo all’ampliamento della discarica Daisy Srl, il cui procedimento si è concluso con la Conferenza di Servizi del 3 marzo 2026 e con la successiva determinazione dirigenziale provinciale del 31 luglio 2026.
Secondo quanto riportato nella nota delle associazioni, il provvedimento consentirebbe il conferimento di ulteriori 563mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, al termine di un iter di Valutazione di Impatto Ambientale avviato nel 2021.
Un progetto sul quale si è già espressa negativamente l’amministrazione comunale di Barletta, che, come ricordano Legambiente e Comitato No Discarica, ha manifestato la propria opposizione ai sensi dell’articolo 14-quinquies della legge 241/1990 e si appresta a promuovere un ricorso dinanzi al TAR Puglia.
La diffida della Soprintendenza e il nodo della mancata convocazione
A riaccendere l’attenzione sul procedimento è stata soprattutto la nota PEC del 6 ottobre 2026 con cui, secondo quanto riferito dalle associazioni, la Soprintendenza avrebbe formalmente contestato alla Provincia BAT la mancata convocazione e partecipazione dell’organo ministeriale all’intero procedimento PAUR, chiedendo l’annullamento in autotutela degli atti.
Una circostanza che, qualora confermata e ritenuta giuridicamente rilevante, potrebbe incidere sulla legittimità dell’autorizzazione rilasciata.
Legambiente e Comitato No Discarica richiamano, a questo proposito, le disposizioni della legge 241/1990 e sostengono che l’omesso coinvolgimento di un ente preposto alla tutela di interessi paesaggistici possa configurare un grave vizio del procedimento.
Secondo quanto evidenziato nella comunicazione, a oltre quindici giorni dalla diffida ministeriale non risulterebbero riscontri formali da parte della Provincia né provvedimenti di annullamento in autotutela o di sospensione cautelativa.
Tre richieste alla Provincia BAT
Le associazioni avanzano tre precise richieste: una risposta immediata e scritta alla nota ministeriale del 6 ottobre, con l’indicazione delle determinazioni assunte in merito alla richiesta di annullamento in autotutela; la sospensione dell’efficacia del PAUR, ai sensi dell’articolo 21-quater della legge 241/1990, nelle more degli approfondimenti amministrativi; infine, la trasmissione del riscontro anche al Comune di Barletta e alle associazioni firmatarie.
Quest’ultimo passaggio viene considerato particolarmente importante in vista dell’annunciato ricorso al TAR Puglia, affinché l’amministrazione comunale possa disporre di tutti gli elementi utili per la propria iniziativa giudiziaria.
L’obiettivo dichiarato è anche quello di evitare un ulteriore contenzioso amministrativo e il possibile aggravio di spese pubbliche.
Le associazioni: «Tutelare l’ambiente, la salute e il territorio»
Nella parte conclusiva della nota, Legambiente Barletta e Comitato No Discarica ribadiscono che l’iniziativa nasce dalla volontà di difendere l’ambiente, la salute dei cittadini e il territorio, senza sostituirsi alle valutazioni di competenza delle amministrazioni pubbliche.
Le due realtà precisano inoltre di riservarsi, in assenza di riscontro, la possibilità di rivolgersi alla Procura regionale della Corte dei Conti e all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), oltre a valutare un ricorso straordinario.
La richiesta alla Provincia BAT pone dunque al centro una questione che va oltre il confronto sull’ampliamento della discarica: la necessità di fare chiarezza sulla regolarità del percorso autorizzativo e sul coinvolgimento di tutti gli enti chiamati a esprimersi sulla tutela del territorio.







