“Siamo pienamente consapevoli della necessità di abbattere le barriere architettoniche e di riqualificare le sedi stradali per garantire la sicurezza dei cittadini e delle persone con disabilità,” dichiara il Presidente del Circolo Legambiente Barletta.
“Tuttavia, riteniamo che la modernizzazione e la messa in sicurezza urbana debbano avvenire sforzandosi di trovare soluzioni che consentano di contemperare entrambe le esigenze: garantire la sicurezza stradale e preservare quella parte di verde pubblico accertata in buono stato di salute, un’infrastruttura fondamentale per mitigare le isole di calore e assorbire le emissioni.
Abbiamo presentato formale richiesta di accesso agli atti al comune di Barletta e siamo al lavoro, per presentare all’Amministrazione Comunale proposte di soluzioni tecniche costruttive che risultino pienamente compatibili con il progetto approvato, avvalendoci di esperti del settore. Nello specifico chiediamo di verificare la fattibilità di una variante di progetto che includa l’adozione di un sistema di “ancoraggio sotterraneo assistito” per gli esemplari in buono stato di salute.
In termini semplici, questa tecnica innovativa consiste nell’installazione di una rete di cavi e tiranti invisibili, posizionati completamente sotto il livello del terreno. Questa struttura “abbraccia” la zolla radicale dell’albero e la fissa saldamente al suolo profondo.
In questo modo, l’albero acquisisce una stabilità artificiale eccezionale senza subire traumi, permettendo al tempo stesso agli operai di ricostruire i marciapiedi e il manto stradale in totale sicurezza, senza il rischio che le radici sollevino nuovamente l’asfalto. Si tratta di una tecnologia già ampiamente sperimentata con successo in grandi città come Roma, dove è stata impiegata proprio per mettere in sicurezza i grandi Pinus pinea (pini domestici) lungo arterie ad alto scorrimento, garantendo l’incolumità pubblica senza rinunciare ai benefici ambientali e paesaggistici di alberi decennali.
Questa stessa soluzione, ricorda Legambiente, era stata caldamente proposta dalla nostra associazione per tentare di salvare il compianto “Zio Pino”, lo storico pino di via Vittorio Veneto abbattuto qualche anno fa.
In quell’occasione, l’esemplare fu sacrificato in esecuzione di una sentenza, nonostante le accurate indagini strumentali condotte dal Prof. Rabottini – esperto agronomo arboricoltore consultato dal nostro Circolo – ne avessero ampiamente accertato e certificato le buone condizioni di salute e di stabilità.
Non vogliamo che via Leopardi diventi una nuova via Vittorio Veneto. Il sacrificio di “Zio Pino” deve servire da lezione: la tecnologia moderna offre strumenti concreti per far convivere la sicurezza urbana con la tutela del verde storico. Il Circolo Legambiente rinnova quindi l’appello al Sindaco e ai tecnici comunali per l’apertura immediata di un tavolo tecnico.
La nostra associazione è pronta a collaborare, carte e perizie alla mano, per trasformare il cantiere di via Leopardi in un modello di progettazione sostenibile di cui l’intera città di Barletta possa andare fiera”.







