Una giovane vita, tanti progetti ancora da realizzare e una vocazione profonda per il servizio agli altri. È la storia di Laura Procacci, 24 anni, originaria di Montegrosso, frazione di Andria, tra le quattro vittime dello schianto di un elicottero militare italiano precipitato in Bosnia-Erzegovina.
Una tragedia che ha spezzato il percorso personale e professionale di una ragazza che aveva scelto di affiancare agli studi universitari l’impegno nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
La notizia della sua morte, diffusa ieri, giovedì 29 ottobre 2026, ha riportato l’attenzione sulla storia della giovane andriese, che si trovava nel Paese balcanico per la sua prima missione internazionale. Con lei hanno perso la vita altri tre militari italiani: i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, appartenenti all’Aviazione dell’Esercito, e il tenente Franco Adriano Zecchillo, del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Laura era originaria di Montegrosso, territorio legato alla città di Andria. Aveva 24 anni e frequentava il corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Roma, portando avanti contemporaneamente il proprio impegno nel mondo del volontariato e della Croce Rossa.
La sua storia racconta di una giovane donna che aveva scelto di dedicare parte del proprio tempo alla cura e all’assistenza delle persone. Prima del trasferimento nella capitale, infatti, aveva prestato servizio nella Misericordia di Canosa di Puglia dal 2019 al 2022, maturando un’esperienza nel campo del volontariato e dell’aiuto alla comunità.
Ad Andria il suo impegno era stato riconosciuto anche attraverso il premio Ebe, conferitole per la sua attività nella Croce Rossa. Un riconoscimento che aveva contribuito a far conoscere il percorso di una ragazza impegnata nello studio e nel servizio agli altri.
Un passaggio particolarmente significativo della sua giovane vita era arrivato il 28 marzo 2026, quando aveva pronunciato il giuramento individuale di fedeltà alla Repubblica Italiana, diventando la prima donna sottufficiale di Andria a compiere questo atto nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.
Un traguardo importante, raggiunto pochi mesi prima della tragedia, che aveva segnato una tappa fondamentale del suo percorso. La missione in Bosnia-Erzegovina rappresentava la sua prima esperienza internazionale: un nuovo capitolo di un cammino professionale che univa la formazione medica al servizio in ambito militare e sanitario.
L’incidente è avvenuto nella regione di Brčko, nel nord-est della Bosnia-Erzegovina, in un’area vicina al confine con la Serbia. A precipitare è stato un elicottero militare italiano CH-47 Chinook, impegnato nell’ambito della missione europea EUFOR Althea.
Il velivolo trasportava complessivamente 15 persone. Il bilancio definitivo comunicato dalle autorità italiane è stato di quattro vittime e undici feriti, successivamente assistiti e ricoverati negli ospedali di Brčko e Tuzla. Secondo le informazioni diffuse nelle ore successive all’incidente, nessuno dei feriti risultava in pericolo di vita.
A bordo si trovavano militari dell’Esercito e personale del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa, impegnati in attività connesse alla missione. Laura Procacci faceva parte del team sanitario destinato all’assistenza e all’evacuazione medica. Con lei è morto il tenente Franco Adriano Zecchillo, mentre un altro componente del gruppo è rimasto ferito.
Le cause dello schianto non sono state immediatamente chiarite. Le autorità competenti hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica dell’incidente e stabilire che cosa abbia provocato la caduta del mezzo. Al momento, pertanto, non è possibile attribuire con certezza la responsabilità dell’accaduto a un guasto o ad altre circostanze.
La morte di Laura ha colpito profondamente il Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, che ha perso nell’incidente due propri appartenenti. Il presidente nazionale Rosario Valastro ha espresso il cordoglio dell’organizzazione, manifestando vicinanza alle famiglie delle vittime e assicurando il sostegno ai loro cari.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso il proprio dolore per la scomparsa dei quattro militari italiani, ricordando il loro servizio al Paese e la necessità di sostenere le famiglie e i colleghi coinvolti nella tragedia.







