Ancora una volta lo sport (intendiamo quello dilettantistico e riferito ai ragazzi) e gli impianti sportivi sembrano essere all’ultimo posto delle preoccupazioni dell’amministrazione comunale di Andria.
Dopo anni di buio totale, nessun risveglio. Un servizio dell’emittente tv Telesveva ha riportato le proteste e le preoccupazioni delle associazioni, le gravi carenze nella gestione e nelle manutenzioni: una rappresentazione molto vicina ad una realtà di strutture degradate e servizi degradanti.
Se si escludono i due stadi del calcio che sembra essere lo sport principe nei programmi cittadini, anni di manutenzione mancata e trascurata hanno portato ad una situazione costosa e difficile da recuperare. Vi è un diffuso disagio e sconforto tra le associazioni sportive che si occupano dei ragazzi, di quei soggetti che sono sempre ai primi posti nei programmi elettorali e che poi non si sa per quel sortilegio, finiscono per ritrovarsi nelle intenzioni marginali del potere.
Quello che ci vorrebbe per esprimere una sincera partecipazione al futuro sportivo e ricreativo dei giovani (che non praticano solo calcio), è un serio impegno finanziario sulle manutenzioni con stanziamenti di bilancio dedicati, e che non devono mettersi in coda a tante altre pur legittime esigenze del Comune.
Perché è chiaro che, una manutenzione costante e tempestiva che inizialmente può essere di modesta entità, evita le grandi spese conseguenti ai guasti che si aggravano nel tempo e i soliti piagnistei degli amministratori sull’assenza di fondi.
Non sono queste considerazioni delle lezioni di ingegneria applicata ma semplici realtà che chiunque può verificare nel modo di gestire le strutture in gran parte dell’Italia. Da noi invece la regola è prendere tempo lasciare che ci si abitui ad avere bagni inservibili, coperture deteriorate e pioggia che penetra nelle palestre, riscaldamenti inservibili e molto altro ancora.
E’ fallito miseramente il tentativo di affidare alle associazioni sportive un minimo di manutenzione per l’assurda richiesta di far pagare a quest’ultime anche canoni esagerati, minacciando lo spettro della Corte dei Conti. Dimenticando che le associazioni svolgono un fondamentale ruolo sociale (quello sbandierato nelle elezioni) e che gli impianti realizzati hanno solo ed esclusivamente questa funzione, altrimenti non avrebbero motivo di esistere.
Che dire, quindi, delle ingenti somme di denaro entrate con il PNRR che non hanno nemmeno sfiorato le esigenze urgenti degli impianti di cui scriviamo? Se ora si punta all’utilizzo delle palestre scolastiche e non si cambia atteggiamento, i problemi di efficienza e manutenzione certamente saranno sempre gli stessi.
Che dire dell’alto valore strategico che impianti (che non hanno rilevanza economica) e associazioni (senza fini di lucro) svolgono nella promozione dell’attività sportiva a favore di giovani ma anche dell’intera collettività, per cui nessuna Corte di Giustizia può interferire nella valutazione discrezionale dell’Ente su canoni e concessioni?
Pare siano mancati fino ad oggi in chi gestisce il potere, oltre che il buon senso, anche una buona dose di coraggio.
A cura di Aldo Tota.







